artealuccaartinluccaEdizione in lingua italiana e in lingua inglese
A cura di Maria Teresa Filieri
Un percorso nell’arte lucchese dall’Alto Medioevo al Novecento
Paola Betti, Silvestra Bietoletti, Chiara Bozzoli, Antonella Capitanio, Enrico Colle, Antonia d’Aniello, Domenica Digilio, Gabriele Donati, Annamaria Ducci, Maria Teresa Filieri, Patrizia Giusti Maccari, Stefano Martinelli, Gaia Elisabetta Unfer Verre
(Anno pubblicazione 2011)

A chi volesse iniziare un percorso nell’arte lucchese, subito verrebbero in mente alcuni nomi chiave e alcuni monumenti simbolo: le mura, le bianche chiese medievali del centro storico, il monumento di Ilaria del Carretto, Pietro Paolini, Pompeo Batoni, magari il Civitali. Ma se ci si fermasse a questi casi, certamente fondamentali, o ad altri simili altrettanto qualificati e qualificanti, si perderebbe di vista quella che è la caratteristica specifica della produzione figurativa lucchese, e cioè il complesso e suggestivo alternarsi e succedersi di fervide scuole locali, attentissime ad accogliere dall’esterno stimoli e suggestioni e abilissime nello stesso tempo a metabolizzarli intelligentemente e a riproporli con elegante padronanza, con risultati originali ed intriganti.
I nomi importanti e noti che pure non mancano sembrano così quasi passare in secondo piano rispetto a fenomeni insospettati per qualità e quantità, spesso emersi con evidenza solo in tempi assai recenti: è il caso, ad esempio, delle sculture lignee prodotte nel territorio tra Duecento e Quattrocento, della ferrea organizzazione delle botteghe degli argentieri del Settecento, dei cicli decorativi che completarono gli interni di palazzi e ville tra Seicento e Settecento.
Il proposito di questo lavoro è allora proprio quello di accompagnare il lettore in un viaggio attraverso tutti gli aspetti del panorama artistico di questo raffinato centro culturale, letti in relazione con il contesto storico che li ha determinati. Naturalmente la molteplicità degli aspetti da considerare richiedeva un lavoro a più mani, che è stato condotto da specialisti diversi, molti dei quali giovani che già nei loro studi avevano dedicato a Lucca particolare attenzione.
Questo gruppo di lavoro, che ha operato in maniera coordinata e dialettica, ha così prodotto una sorta di itinerario virtuale che percorre più secoli, dal momento in cui Lucca, divenuta Caput Tusciae, si arricchisce per l’azione congiunta della diocesi e dei nobili longobardi di una straordinaria fioritura di chiese e monasteri abbelliti da arredi marmorei, fino ai primi decenni del secolo scorso, quando la città con il suo ricco bagaglio di storia e tradizione appare ormai pienamente inserita nelle linee di sviluppo artistico dello scenario nazionale.

 

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